L'Ottocento


La figlia di Vittore Simonetta, Anna, nel 1802 vende i beni di Varallo Pombia avuti in eredità dal padre Gio. Battista Junior. Altri acquisti dei beni di Varallo si perfezionano tra il 1839 e il 1845 da Giò. Battista Junior che ha due figli, Francesco e Luigi. A seguito di pesanti vicende legate alla guerra con l’Austria per l’indipendenza dell’Italia, i beni acquisiti da Gio.Battista Simonetta nel 1863 vengono assegnati definitivamente per estrazione, a Luigi spetteranno i territori di Casone e di Montelame che non verranno più separati. Francesco e Luigi muoiono entrambi nel 1863, la secondogenita di Luigi Simonetta non avrà figli mentre la figlia Giovannina sposerà il conte novarese Carlo Bollini nel 1847. Giovannina e il consorte avranno due figlie, la prima morta nubile e la seconda, Teresa, sposerà il nobile Giovanni Mocenigo Soranzo di Cremona anche loro senza figli ed eredi. Il conte Tommaso Ignazio Mocenigo Soranzo (1862-1906) sposa la contessa Cecilia Zeno e la loro figlia, la contessa Ida Mocenigo Soranzo, ultima discendente della famiglia dogale veneziana, sposa nel 1927 il nobile Gian Giacomo Gallarati Scotti dei Principi di Molfetta, senatore della Repubblica, deceduto nel 1983.

 

Le grandi proprietà feudali estendono il loro sistema di gestione del patrimonio fino al tardo Ottocento quando le novità introdotte dall’avvento napoleonico a poco a poco prendono piede anche in Italia con la definitiva cancellazione dei feudi e l’introduzione della proprietà terriera parcellizzata.

 

Pombia nell’Ottocento conferma la sua propensione di paese rurale e gli aspetti legati ai mestieri e alla vita quotidiana saranno simili a molti altri centri agricoli del novarese e del vicino milanese.